Le tavolozze di colori

Le Corbusier (1887–1965) è ritenuto uno degli architetti più influenti del XX secolo. Ancora oggi le sue opere influenzano autorevolmente l'architettura e il design. Per Le Corbusier gli aspetti cromatici dei suoi edifici o dei suoi oggetti di design erano tanto importanti quanto la pianta e la forma.
 
Entusiasmato dai colori equilibrati della natura, Le Corbusier diede vita alla sua "Polychromie Architecturale" basandosi su una selezione intelligente e artistica di pigmenti.

L'eccezionale artista svizzero sviluppo il suo sistema cromatico unico in due tappe. La prima tavolozza venne pubblicata nel 1931, la seconda nel 1959.
Nel 1931 con 43 sfumature tenui e nel 1959 con 20 tonalità vivaci. Le tavolozze di colore si basano sulla ripetizione di poche tonalità di base scelte, dalle quali Le Corbusier trae ulteriori tonalità. Presentano un'armoniosità naturale, sono combinabili in modo imponente, e restano sino ad oggi il risultato più impressionante della sua esperienza come architetto, designer, artista e color designer.

 

Il colore crea l'atmosfera

Per Le Corbusier l'aspetto fondamentale era l'armonia cromatica, l'effetto del colore sull'uomo e sullo spazio. Per questo anche oggi la sua "Polychromie Architecturale" resta un'importante fonte di ispirazione per la realizzazione di spazi ed edifici. E al contempo questo sistema cromatico unico offre una
garanzia nella scelta dei colori.

L'aspetto particolare? Ognuno dei 63 colori Couleurs® Le Corbusier è combinabile con un qualsiasi altro colore del sistema. Grazie a questa eccezionale caratteristica nonché alla profondità unica del colore, questa paletta cromatica entusiasma ancora oggi.

Foto: Wolfgang Stahr

Polychromie Architecturale

L'architetto Le Corbusier

Le Corbusier è ritenuto uno degli architetti più influenti del XX secolo e ben oltre. Ancora oggi le sue opere influenzano autorevolmente l'architettura e il design. Per Le Corbusier gli aspetti cromatici dei suoi edifici o dei suoi oggetti di design erano tanto importanti quanto la pianta e la forma.
Tutte le immagini ©FLC/ADAGP